Come raramente accade in politica, la discussione circa la possible integrazione fra gli aeroporti di Pisa e Firenze si svolge con i tempi giusti; il merito del Presidente Rossi, a mio avviso, è soprattutto questo: aver stimolato una discussione su questo argomento quando è possibile prendere una decisione meditata, senza nessuna pressione dettata da particolari urgenze.
E’ innegabile infatti che, nel caso della costruzione della nuova pista parallela all’autostrada nell’aeroporto fiorentino, le potenzialità di quella struttura siano enormi ed è altrettanto indubbio che tali potenzialità di crescita possano avere un impatto sullo scalo della nostra città.
Detto questo, parlare di fusione mi è sembrato, sinceramente, prematuro. I motivi sono tanti, ma il primo e più importante è che le due società sono quotate in borsa e non sono affatto simili: una, quella pisana, controllata dal pubblico, ha investito ed investirà centinaia di milioni di euro per il potenziamento della propria struttura; la società fiorentina, privata, si guarda bene da fare qualsiasi tipo di investimento a medio/lungo termine, pensando solo a gestire il presente.
D’altra parte poi, non è scritto da nessuna parte che l’integrazione fra due strutture aeroportuali debba necessariamente passare da una società unica visto che un accordo fra società distinte potrebbe portare risultati simili e, soprattutto, attuabili sin da subito senza attendere il difficile percorso della fusione. Anche perchè, senza bisogno di investire 250 milioni per una nuova pista a Firenze, ma semplicemente allungando quella attuale, la complementarietà dei due aeroporti sarebbe ideale: Firenze un City Airport, con traffico prevalentemente business, Pisa un Tourist Airport, basato sullo sviluppo delle low costs e porta turistica dell’intera regione.
Io credo che, alla fine di questa discussione un accordo tra le due società che gestiscono gli aeroporti toscani sia possibile; un accordo che tenga conto delle dimensioni e del traffico attuali, degli investimenti fatti e previsti e del fatto che tutte le previsioni di traffico aereo vedono un incremento in Italia di circa il 100% nei prossimi 15/20 anni.
Se questo accordo non vedrà la luce, magari per i soliti, assurdi, motivi di campanile, allora sarà il mercato che deciderà per tutti; quello stesso mercato che fino ad oggi ha premiato il Galilei ed il suo management, mettendo il nostro aeroporto, giocoforza, al centro di qualsivoglia strategia di sviluppo dell’intera regione.
Una breve chiosa strettamente politica: al grande dibattito che è scaturito dalle dichiarazioni di Enrico Rossi manca una voce, quella del consigliere regionale Donzelli, eletto nel PDL a Pisa. Durante il dibattito in Consiglio Comunale, dopo una fugace apparizione, è scomparso senza lasciare alcuna traccia del suo passaggio; dopo di che nulla si è saputo ... è possibile sapere cosa pensa il consigliere PDL di Pisa in regione sull’argomento?
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