Sono convinto che in una discussione come quella odierna, nella quale decideremo se dare la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro, lo sforzo maggiore che ognuno di noi deve fare è quello di entrare, il meno possibile, nel merito del dramma vissuto da Englaro e dalla sua famiglia. Chi è genitore, come me, non ha potuto non immedesimarsi nel dramma più innaturale della nostra esistenza: un padre che soppravvive a sua figlia. Credo che sia un dolore, una devastazione, talmente grande che nessuno di noi potrebbe dire come si sarebbe comportato al posto di Englaro; o meglio, lo si potrebbe fare ma sapendo, con certezza, che si parla di una teoria che mai vorremmo diventasse pratica.
Io ho, come tutti, le mie convinzioni; derivano soprattutto dalla mia storia, dalla mia vita; posso comprendere che queste mie convinzioni non siano, come non sono, le convinzioni di tutti gli altri, che rispetto, ma dai quali chiedo di essere, a mia volta rispettato.
In questa sede, a mio avviso, non può esserci chi si erge a diffusore della verità, da nessun punto di vista. Nessuno può pretendere di rappresentare le opinioni di tutti dicendo che la vita è sacra, è un dono divino ed in quanto tale non può essere mai messa in discussione, anche nelle situazioni più estreme; ed allo stesso modo nessuno può rappresentare le opinioni di tutti affermando che una vita attaccata ad una macchina, senza speranze di risveglio, non sia degna di essere vissuta. Sono opinioni, convinzioni strettamente personali, legate alla coscienza ed all’etica di ognuno di noi e che, appunto, rappresentano dei punti di vista estremamente differenti.
Proprio perchè questo caso è un caso che ha fatto confrontare punti di vista così differenti io credo che la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro non vada concessa. Proprio perchè Beppino Englaro è orgoglioso di essere una parte di questo confronto non credo sia corretto concedergli un’onorificenza che gli verrebbe concessa dalla città intera, quindi anche da coloro che non la pensano come lui.
Vedete, io ho votato a favore dell’istituzione del registro del testamento biologico in questa città; l’ho fatto, in piena coscienza, proprio perchè ritengo che una materia così importante come quella del fine vita debba essere regolamentata per legge e, in questa regolamentazione, si debba seguire la volontà della singola persona, che così come concessogli dalla Costituzione, ha diritto a decidere se curarsi o meno, anche nel caso in cui non sia più in grado di intendere e volere. Una regolamentazione di questo fenomeno avrebbe evitato che il caso Englaro procurasse una così grande spaccatura nell’opinione pubblica del nostro paese, l’esistenza di un registro di tale fatta in Italia sarebbe dalla parte anche di chi, non dando alcuna disposizione, si dichiarerebbe a favore di tutte le terapie che gli permettano di restare in vita anche se non cosciente.
Sono, in linea più generale, anche convinto che, nell’assegnare una cittadinanza onoraria, qualsiasi comune debba darsi delle regole che ne prevedano la più larga condivisione possibile. E’ impensabile e poco logico che un Comune, come successo per esempio a Firenze, conceda la cittadinanza onoraria, proprio ad Englaro, con pochissimi voti di maggioranza; io credo che ci siano argomenti che richiedano l’accordo di tutti, o comunque della grande maggioranza delle forze rappresentative di una città e che quindi argomenti come la cittadinanza onoraria debbano essere regolati nello statuto comunale prevedendo una maggioranza qualificata.
Io stesso ho promosso tempo fà una mozione per la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano e sono orgoglioso di dire che non solo quella proposta passò all’unanimità, ma che la mozione aveva in calce le firme di tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e minoranza, presenti nel giorno della presentazione.
Per concludere quindi, voterò contro la proposta di cittadinanza onoraria a Beppino Englaro; lo faccio, sinceramente, con un po’ di tristezza, perchè avrei preferito che una discussione di questo tipo non si svolgesse per quanto detto in precedenza. Lo faccio anche rivolgendo un pensiero affettuoso a Beppino Englaro ed al dramma che ha vissuto in questi anni, non riuscendo neanche ad intuire la tragicità delle scelte che ha compiuto ed il dolore che ne è conseguito. Lo ripeto in questa discussione non può esserci, a mio avviso, un giudizio di merito sulle scelte dell’uomo, cosa che si può ovviamente fare ma con un approfondimento diverso; c’è, per quanto mi riguarda, la consapevolezza che su tali argomenti un’istituzione come il consiglio comunale, che per sua natura rappresenta la città intera, non possa e non debba prendere una posizione di parte, cosa che, nel caso della concessione della cittadinanza onoraria, indubbiamente succederebbe.
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