E' di questi giorni una polemica, surreale a mio parere, sugli asili nido pisani, principalmente fra educatori, alcuni genitori e comune.
Ma, nel dettaglio, cosa si contesta al comune di Pisa?
Chi protesta dice: "Ci sono 7 educatrici in meno rispetto allo scorso anno; questa è una diminiuzione della qualità del servizio, testimoniata anche da riduzioni di orario e di posti letto per il tempo pieno".
La proposta, sempre di coloro che protestano, è altrettanto semplice: "Maggiori organici per aumentare la qualità ed andare incontro alle richieste delle famiglie"
Il tutto condito con attacchi, anche personali, all'assessore di riferimento.
Detta così (a parte gli attacchi personali) sembra che la ragione stia tutta da una parte ... il problema è che manca una parte della verità ... forse quella più interessante di tutta la storia.
Da qualche anno il comune di Pisa, esempio rarissimo in Italia, ha azzerato le liste d'attesa per gli Asili Nido. Questo vuol dire che chiunque faccia domanda ha la possibilità di avere un posto nei Nido comunali o convenzionati; certo, magari non in quello più vicino casa, magari non per l'intero orario in cui ce ne sarebbe bisogno, ma questo è un dato di fatto innegabile: parliamo di 650 bambini.
Altro dato di fatto: la Regione Toscana ha posto un limite minimo del rapporto bambini/educatori (1 a 6 dove ci sono i lattanti, 1 a 9 senza lattanti); limite che mette la nostra regione all'avanguardia nazionale per controlli sulla qualità del servizio. Il comune di Pisa è sempre stato largamente al di sopra di tale limite; quest'anno il blocco del turn over (le famose 7 unità in meno che vanno in pensione) permetterà, comunque, il pieno rispetto del livello qualitativo richiesto. Ovviamente con una riorganizzazione del lavoro.
Ancora un ultimo dato: nelle indagini sulla soddisfazione delle famiglie rispetto al servizio, il tasso di risposte positive è molto alto (più alto negli asili in convenzione).
Quello che spesso si dimentica, quando si parla di questo tipo di servizi, è il loro costo e la copertura dello stesso. C'è da sapere che il Comune di Pisa spende fra Nido e servizio mensa circa 13 milioni di Euro (su circa 100 di totale spese); di questi 13 Milioni solo il 20% è recuperato dalle tariffe, cioè da quanto noi genitori paghiamo (sempre comprendendo rette e mensa). In un mondo in cui il comune possa stampare moneta e quindi avere delle risorse infinite, sarei pienamente d'accordo con il fatto che invece di 1 educatore ogni 6 bambini sarebbe meglio averne 1 ogni 4 ... ma perchè limitarsi: io mia figlia la lascio volentieri in un nido con un rapporto 1 a 1. Ma purtroppo non è così. Purtroppo le risorse economiche non sono infinite e allora, semplicemente, io preferisco rispettare la normativa di qualità regionale (ripeto, fra le migliori d'Italia) e continuare ad avere le liste d'attesa azzerate.
In anni di crisi come quelli attuali, nei quali non è pensabile incrementare le entrate, sia fiscali che relative ai servizi come quelli citati, il Comune di Pisa ha fatto l'unica cosa che poteva fare per dare un aiuto alle famiglie della città: mantenere lo stesso livello di servizi, in questo caso un posto nei Nido per tutti coloro che lo richiedono, nonostante la carenza di risorse. Lo ha fatto nel pieno rispetto dei livelli qualitativi regionali, lo ha fatto, anche, investendo in nuove strutture. Si può certamente dire che c'è tanto da fare sul riammodernamento delle strutture esistenti, così come sulla maggiore condivisione con i lavoratori, per esempio, delle nuove scelte di investimento, c'è sempre spazio per migliorare in tutto; Ma dire, come è stato detto, che l'amministrazione ha abbandonato le famiglie pisane è, semplicemente, falso ... e credo sia giusto sottolinearlo.
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