venerdì 2 aprile 2010

RU486

I neo imperatori di Piemonte e Veneto hanno deciso, per il bene di tutti i loro cittadini che la pillola RU486 non verrà distribuita nelle loro verdissime regioni; quindi dopo circa 700 giorni di analisi fatte dall'Agenzia italiana del Farmaco, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale che ne autorizza la commercializzazione nel nostro paese, dopo che un lungo dibattito ne consente l'utilizzo nel rispetto della legge 194 solo in ambito ospedaliero ... bene dopo tutte queste cose i due verdissimi governatori hanno detto: "Non ce ne frega nulla delle leggi del nostro stato".

Vale la pena ricordare ai due novelli Napoleone che il Presidente di Regione è un rappresentante dello Stato e solo per questo tenuto a rispettare e fare applicare sul proprio territorio le leggi approvate dal Parlamento. Vale anche la pena ricordare a coloro che plaudono a questa iniziativa, soprattutto nel mondo cattolico, che questi personaggi sono gli stessi che predicano l'allontanamento coatto di tutti gli immigrati per mezzo dei respingimenti alla frontiera.

Io posso anche essere (e lo sono infatti), personalmente, convinto che la vita inizi sin dal concepimento; d'altra parte la legge consente anche al medico in questi casi l'obiezione di coscienza. Ma sono ben consapevole che, innanzitutto, una legge votata dal Parlamento e confermata da un referendum si rispetta e, in secondo luogo che (legge o non legge) il fenomeno dell'aborto era (ed oggi lo è meno, grazie proprio alla 194) un fenomeno talmente diffuso che una legge che lo regolamenta non è certo un male di per se, ovviamente se applicata in tutte le sue parti.

Se questi signori avessero un minimo di coraggio, promuoverebbero un referendum per abrogarla la 194, ma capisco che nelle loro verdissime menti l'idea che magari si dovrebbero anche mettere a ragionare con chi non la pensa come loro, può creare degli indicibili scompensi.

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