martedì 13 aprile 2010

Ripudio la guerra ... e anche le follie

Di seguito il comunicato stampa che ho inviato ieri agli organi locali di informazione su una polemica, sinceramente assurda, su una manifestazione benefica che si svolgerà all'interno della caserma Gamerra della Brigata Folgore a Pisa.

Per chi vuole saperne di più questo è il link dell'iniziativa (dal sito pisanotizie.it)
http://www.pisanotizie.it/news/news_20100410_programma_giornata_gamerra.html

e questo è il testo della lettera a cui rispondo (sempre da Pisanotizie.it)
http://www.pisanotizie.it/news/news_20100410_lettera_no_gita_gamerra.html


"Stupore ed amarezza; queste sono le principali sensazioni che ho avuto nel leggere la lettera che alcuni genitori ed insegnanti delle scuole pisane hanno scritto per contestare la partecipazione delle scuole stesse all'iniziativa del prossimo 27 Aprile della Onlus Nicola Ciardelli presso la caserma Gamerra"
Io sono obiettore di coscienza, una scelta fatta a 22 anni e di cui andrò fiero per tutta la vita. Una scelta estremamente personale che ho fatto nella piena convinzione che non sono le armi, mai, a poter risolvere definitivamente un conflitto. Per questa ragione sono contrario a tutti gli interventi militari che si prefiggono tale scopo, principalmente quelli al di fuori dell'egida delle Nazioni Unite.
Qui però stiamo parlando di una cosa estremamente diversa; in questo caso c'è una Onlus che sta provando a finanziare un bellissimo progetto, La Casa dei bambini di Nicola, che prevede la costruzione e la gestione di una residenza per accogliere, gratuitamente, i bambini feriti in zone di guerra e le loro famiglie durante i periodi di degenza all'ospedale Meyer di Firenze. Questa iniziativa trova uno "sponsor" naturale nella brigata Folgore, alla quale Nicola Ciardelli apparteneva, che si fa carico dell'organizzazione della giornata per fare in modo che tale iniziativa abbia il massimo successo; così come estremamente apprezzabile è il lavoro svolto dal Comune di Pisa, principalmente dall'assessore Chiofalo, nel coinvolgimento degli scolari e delle loro famiglie.

Come è possibile identificare l'intera manifestazione, leggendone il programma, come un inno alla guerra? Mi dicano gli estensori della lettera dove e quando ci sarà, nel programma della giornata, la possibilità di vedere "l'uso delle armi per risolvere i conflitti letto in modo acriticamente positivo". Mi spieghino per quale ragione, all'interno di una caserma militare non si possono svolgere "feste" a cui partecipano anche bambini e ragazzi; quale loro diritto si lede?

L'obiettivo invece di uno stretto rapporto fra l'istituzione esercito e l'intera città è e deve essere, a mio avviso, un punto fondamentale del lavoro delle istituzioni cittadine e se questo si può fare lavorando, insieme, ad uno scopo benefico di questo livello, credo sia soltanto un merito per chi ci si sta impegnando.

Per concludere non si può dimenticare che nella nostra Costituzione si legge una frase, a mio avviso, splendida: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali"; non si parla da nessuna parte che questo ripudio escluda, automaticamente, la presenza di un esercito, così come non si escludono, nello stesso articolo, le operazioni svolte in nome e per conto di organizzazioni che si prefiggono lo scopo della pace e della giustizia tra i popoli. Possiamo discutere su come questo articolo sia stato interpretato in passato dalla politica, ma io credo che mai dovremmo mettere in discussione nè la funzione che all'esercito viene assegnata dalla legge nè, tantomeno, la dedizione con la quale tante ragazze e ragazzi si impegnano in questa attività, rischiando ed a volte perdendo la vita, come nel caso di Nicola Ciardelli.

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